Il Futurismo di Lacerba

Monica Trapasso: «è una visione ancora viva che anticipa e che provoca»
di
  • Francesco Solomeo
22 aprile 2026

«Tutto nasce da una visita al Guggenheim di Venezia. In un angolo di un’opera futurista vidi la rivista Lacerba, ne parlai con mio fratello Angelo e con i soci, e da lì l’idea ha iniziato a crescere, quasi da sola, come un movimento continuo — sono le parole di Monica Trapasso, (in foto), responsabile insieme al fratello di Lacerba in via Orti 4 —. Non cercavamo solo un nome: cercavamo un’identità che da quel giorno di ventotto anni fa ci contraddistingue e ci anima. Il futurismo è diventato la nostra stella polare, ed in particolar modo Fortunato Depero è stato una guida costante, con la sua idea di sintesi totale, quell’“1+1=0” che ribalta la logica e diventa energia creativa.

Abbiamo costruito tutto pezzo dopo pezzo. Il menù, per esempio, è ispirato al suo Libro Macchina: lo abbiamo cercato, studiato, rielaborato, quasi ricostruito. è stata una ricerca continua sui libri, sui cataloghi e sulle raccolte che abbiamo comprato alla Hoepli e poi trasformato in opere. Prima abbiamo caratterizzato il ristorante e poi, giorno dopo giorno, il cocktail bar, dove mio fratello Angelo esprime il suo mondo fatto di viaggi, immagini, pubblicità e ricordi personali. È diventato quest’ultimo un luogo composito, stratificato e impossibile da replicare: è il risultato di quasi tre decadi di esperienze e non di un progetto realizzato a tavolino.

Al suo interno ci sono due elementi che sono intoccabili: la saletta e il dipinto dietro il bancone, ispirato ad una pubblicità Campari realizzata proprio da Depero. Sono rimasti identici dal 1998 e tutto il resto è cresciuto attorno. Li abbiamo dipinti noi, con amici, all’inizio, quando le risorse economiche erano poche e l’immaginazione tanta. Ricordo le domeniche, il lavoro e le discussioni: era tutto molto fisico, molto vero. Il futurismo ci ha dato anche un linguaggio per avvicinare le persone: il cliente non entra per vedere arte, ma si trova dentro l’arte mentre vive un’esperienza, e spesso si incuriosisce, chiede, scopre. Per me il futurismo rappresenta una visione ancora viva, che anticipa e che provoca».

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