La Bullona nelle parole di Pino Scalise

“Portare l’arte dentro la nightlife è il modo più naturale per dare profondità a un luogo che vive di emozioni, energia e relazione”
di
  • Francesco Solomeo
22 aprile 2026

«Mi sento un pioniere? Più che pioniere, direi un interprete di un’esigenza contemporanea. Bullona nasce dall’intuizione che il pubblico non cerca più solo un ristorante o un locale notturno, ma un’esperienza completa – sono le parole di Pino Scalise (in foto), patron del Gruppo Bullona – Portare l’arte dentro la nightlife non è stato un atto rivoluzionario in sé, ma il modo più naturale per dare profondità a un luogo che vive di emozioni, energia e relazione». Perché questa scelta? «L’arte è un linguaggio universale, immediato. In un contesto serale, spesso veloce e superficiale, inserire elementi artistici — che siano musica, performance, design o installazioni — significa rallentare lo sguardo e alzare il livello della percezione. Volevo che Bullona fosse un luogo anche per sentirsi stimolati, sorpresi».

Qual è il contributo di Bullona al mondo del design? «L’essere riusciti ad andare oltre il confine tra ristorazione e progettazione creativa. Non più solo “un bel locale”, ma uno spazio dinamico dove il design è funzionale all’esperienza. Abbiamo lavorato su materiali, luci, suoni e flussi per costruire un ambiente che cambia durante la serata: da ristorante elegante a luogo di intrattenimento». Questo approccio ibrido è oggi sempre più centrale. Quali sono i paradigmi stilistici che avete seguito? Eleganza senza rigidità, identità forte ma mai statica. Bullona è riconoscibile, ma non è mai uguale: evolve con la musica, l’illuminazione e il pubblico. Il design è pensato per accompagnare questa trasformazione. Linee pulite, materiali caldi, attenzione al dettaglio e una teatralità controllata».

Nightlife, arte e design: che futuro ci aspetta? «Il futuro è esperienziale. Credo che vedremo una contaminazione ancora più forte tra discipline: ristorazione, arte, musica, tecnologia con la cucina che resterà sempre al centro di tutto. Il locale diventerà un palcoscenico vivo, in evoluzione. Chi saprà creare contenuto, oltre che servizio, farà la differenza. In fondo, non si tratta più solo di uscire la sera, ma di vivere qualcosa che resti».

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